Al Teatro Socjale uno spettacolo per ragazzi su don Peppe Diana. L’assessore Schiano: “La legalità non si insegna solo sui libri, ma si respira attraverso la forza delle testimonianze”

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Uno spettacolo che racconta il martirio di don Peppe Diana, che lottava contro la Camorra a Casal di Principe, ma anche le storie dei giovani che finiscono, loro malgrado, nella morsa di questa piaga della società.

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26 Marzo 2026

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Uno spettacolo che racconta il martirio di don Peppe Diana, che lottava contro la Camorra a Casal di Principe, ma anche le storie dei giovani che finiscono, loro malgrado, nella morsa di questa piaga della società. “Non è stata la mano di Dio”, Teatro dei Cipis, è andato in scena ieri mattina, 25 marzo, al Teatro Socjale di Piangipane, per la rassegna “La Stagione dei Teatri – Famiglie e Scuole”, organizzata da Ravenna Teatro, e che in questa occasione ha visto la collaborazione dell’Istituzione Biblioteca Classense, della Rete BILL (Biblioteca della Legalità) e del presidio di Ravenna contro le Mafie. Era presente l’assessore alla Legalità Giancarlo Schiano, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale ai numerosi studenti e insegnanti presenti in sala.
“Portare i ragazzi in un luogo simbolo della cooperazione come il Socjale per riflettere sulla vita di don Peppe Diana significa consegnare loro gli strumenti per decifrare il presente – è il commento dell’assessore Schiano –. La legalità non si insegna solo sui libri, ma si respira attraverso la forza delle testimonianze. La collaborazione tra il Comune, Ravenna Teatro, la Classense e le reti come BILL dimostra che la nostra città sa fare fronte comune contro la cultura del malaffare e del silenzio. Vedere gli occhi dei ragazzi accendersi di fronte alla scelta di don Peppe di ‘cambiare colore’ alla propria vita è la prova che la memoria è un corpo vivo che parla al futuro”.

Lo spettacolo, già premiato al Festival “Le Voci dell’Anima”, ha saputo coinvolgere il giovane pubblico attraverso una narrazione moderna e intensa, capace di svelare la “macchina del fango” utilizzata dalle mafie e la potenza della dignità umana.

 

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