Intervento del sindaco Alessandro Barattoni sugli insulti e le minacce all’onorevole Ouidad Bakkali

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Sessismo e razzismo sono due facce della stessa - vergognosa – medaglia: non riconoscere l’altro da sé, non ritenerlo degno di pari diritti.

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17 Giugno 2026

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Sessismo e razzismo sono due facce della stessa – vergognosa – medaglia: non riconoscere l’altro da sé, non ritenerlo degno di pari diritti.

Quando si presentano insieme producono il peggio che la disumanità possa generare: discriminazioni che nascono giudicando le persone in base al genere o all’origine e non in base a quello che dicono o fanno, che si manifestano con parole d’odio per poi degenerare in minacce e intimidazioni.

Quanto sta succedendo in queste ore è sintomo non di un fenomeno isolato e circoscritto a qualche anonimo frequentatore del web contro una persona in particolare, ma è il frutto di un preciso disegno politico volto a criminalizzare le persone – catalogandole – per fomentare pregiudizi e violenza.

Sono parole e atteggiamenti che non nascono oggi, che forse adesso hanno preso più vigore per la diffusione dei social, ma che nell’ultimo decennio sono stati alimentati ad arte per procurare la crescita repentina di fenomeni politici che – prima sull’onda dello “spariamo alle barche” e poi del “blocco navale” – hanno messo nel mirino le popolazioni migranti per far guadagnare posti di governo (per sé stessi e qualche parente) e non risolvere alla prova dei fatti il minimo problema.

Il punto però è che l’odio e la violenza necessitano di altro odio e violenza per poter rimanere “in sella”; e quindi per il governo non apportare miglioramenti nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica è funzionale a tenere alte la paura e la tensione fra le persone, così come alzare il livello della provocazione serve a conquistare i disincantati da questi anni di mancato rispetto delle promesse.

Per questo sono profondamente convinto che tutto questo non sia casuale: il fenomeno Vannacci serve a fidelizzare i delusi di questo governo, in modo tale che ancora una volta non cambi nulla. Come già accaduto in passato con altri che facevano promesse mirabolanti.

Nel frattempo però si saranno fatti altri danni, perché questa spirale non può che sfociare in ulteriori divisioni, nel peggioramento delle relazioni fra le persone, nello sfaldamento delle comunità, in odio e paura che continueranno a crescere.

Ma a tutto questo, per quanto indicibilmente grave e vergognoso, non ci si può e non ci si deve arrendere. Così come Ouidad Bakkali ha dichiarato con fierezza e a viso aperto “non ho paura del vostro odio. Credo nella Cura e nella Speranza”, io voglio ribadire a me stesso, nella convinzione che tanti condividano questo pensiero e nella salda consapevolezza che a tanti altri lo si possa far comprendere, che ogni giorno devono guidare il nostro pensiero e le nostre azioni il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà. L’umanità è riuscita a superare pagine tremende della propria storia, purtroppo non ha appreso tutte le lezioni che avrebbe dovuto apprendere, ma se è riuscita a scrivere pagine piene di luce dopo altre oscure può riuscire a farlo di nuovo. Crederci è un dovere morale al quale non possiamo sottrarci.

Serve uno scatto da parte di tutte e tutti coloro che credono nell’uguaglianza delle persone, che sanno che il luogo dove nasci è frutto del caso e non del merito, che odiano la violenza, che credono che le istituzioni pubbliche servano per attuare politiche volte a migliorare e rendere più giusta la società, così come coloro che sostengono che le persone vanno giudicate in base a come si comportano, non ad altro.

Ravenna saprà stare anche stavolta dalla parte giusta della storia.

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