“Un’offesa intollerabile alla memoria di chi ha combattuto per la democrazia e la libertà; un oltraggio inaccettabile per una comunità come la nostra, che in quei valori si riconosce e che ogni giorno si impegna a farli vivere”.
Così il sindaco Alessandro Barattoni commenta l’atto vandalico compiuto ai danni del complesso monumentale del Ponte dei Martiri, dove sono state danneggiate diverse effigi delle vittime dell’eccidio fascista del 25 agosto 1944, alcune delle quali infrante o scheggiate.
“Il Comune di Ravenna – fa sapere il sindaco – ha rilevato il reato e provveduto a denunciarlo presso l’autorità giudiziaria tramite la Polizia locale. Auspichiamo che siano individuati i responsabili, in modo da poterci costituire parte civile nel procedimento”. La struttura tecnica del Comune è al lavoro per valutare i danni e mettere in campo il prima possibile le operazioni necessarie al ripristino del monumento.
“Eravamo tantissimi – continua Barattoni – pochi giorni fa, il 25 agosto, al Ponte dei Martiri, a commemorare l’82° anniversario della strage nella quale 12 partigiani e patrioti sono stati uccisi per rappresaglia fascista. È stato molto bello e commovente registrare una partecipazione così numerosa e coinvolta, a un appuntamento che di anno in anno viene proposto e vissuto non come un formale omaggio, ma come un’occasione di riflessione, di memoria condivisa e di riconoscenza per il sacrificio di chi ha dato la vita per un Paese libero.
La memoria che celebriamo ogni anno il 25 agosto non è un rituale: è un impegno collettivo a trasmettere alle nuove generazioni gli ideali di democrazia e giustizia di quegli uomini e di quelle donne che vissero la Resistenza e sacrificarono la loro vita per la libertà e la democrazia. Il vile e spregevole atto compiuto, oltre a rappresentare un’offesa alla memoria di quei 12 partigiani e patrioti, costituisce un oltraggio alla nostra comunità e a quell’impegno collettivo. Ma noi continueremo a impegnarci e a lavorare affinché gesti come questo non scalfiscano e non indeboliscano tale impegno. Perché per quanto ignobile quel gesto possa essere stato, dovrà essere molto più ferma e determinata la nostra volontà di continuare a ricordare e a mettere in pratica i valori che ci hanno restituito un Paese libero e democratico.
Il monumento al Ponte dei Martiri è il faro della Resistenza che illumina di libertà la nostra città, a memoria di quanto accaduto e come monito rispetto ai valori di eguaglianza e solidarietà che sono alla base della nostra Costituzione”.