Approvata la delibera che riconosce la spesa fuori bilancio derivante da 17 sentenze esecutive contro sanzioni da autovelox

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I LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE

Data:

16 Settembre 2026

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Nella seduta di ieri, martedì 15 settembre (per chi volesse rivederla https://ravenna.consiglicloud.it/), il consiglio comunale ha approvato la delibera “Riconoscimento della spesa derivante da sentenze esecutive, ai sensi dell’articolo 194 del decreto legislativo 267/2000, nelle cause aventi ruolo generale numeri 3023, 3209, 2735, 3429, 3501, 3786 dell’anno 2025 e numeri 312, 738,774,698, 877, 2775,71,536,716,705, 593 dell’anno 2026”, con 17 voti favorevoli (PD, Ama Ravenna, PRI, Progetto Ravenna) e 8 non voto (Forza Italia, Fratelli d’Italia, La Pigna città forese e lidi, Lista per Ravenna-Lega-Popolo della Famiglia, Viva Ravenna).

Ha presentato la delibera il vicesindaco e assessore agli Affari generali Eugenio Fusignani che ha spiegato trattarsi del riconoscimento di un debito fuori bilancio derivante da sentenze esecutive di ricorsi promossi da cittadini al Giudice di Pace contro sanzioni a violazioni del Codice della Strada rilevate da autovelox.

La spesa ammonta complessivamente a 2.754,03 euro relative alla rifusione alle parti attrici delle spese vive di giudizio e dei compensi professionali. Il vicesindaco ha rappresentato l’opportunità di accorparle per velocizzare l’iter e di conseguenza il rimborso delle spese affrontate dai sanzionati. Fusignani ha comunque difeso l’operato dell’amministrazione sostenendo l’importanza degli autovelox nella prevenzione degli incidenti e nella tutela dell’incolumità pubblica. Entrando nella disputa sulla legittimità degli autovelox a causa di diverse interpretazioni di atti e norme, il vicesindaco ha fatto presente che quelli di Ravenna – tutti – sono tarati, controllati periodicamente e pertanto possono ritenersi omologati.

Sono intervenuti: Alberto Ancarani (Forza Italia), Livia Molducci (PD), Renato Esposito (Fratelli d’Italia), Guido Fabbri (PD), Claudio Fiocco (Viva Ravenna).

I gruppi di opposizione hanno motivato il non voto ritenendo che i velox installati a Ravenna come in tutta Italia risultano a tutt’oggi privi di omologazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in quanto non è sufficiente un decreto ministeriale, ma è necessaria una legge dello Stato per la loro omologazione; pertanto hanno invitato l’amministrazione a spegnere gli autovelox.

I gruppi di maggioranza invece ritengono che la disputa tra cittadini ed enti locali sulla legittimità degli strumenti di rilevazione della velocità sia stata superata dal decreto ministeriale dell’8 giugno scorso il quale definisce l’iter tecnico per l’omologazione del prototipo, superando l’ ambiguità tra la semplice “approvazione/autorizzazione” e la vera e propria omologazione ministeriale.

 

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