Cinque incontri pubblici, a partire da domani, venerdì 9 ottobre, per presentare ai cittadini la riorganizzazione dei servizi sociali e sanitari territoriali che interesserà la Casa della Comunità Cmp e la nuova Casa della Comunità della Darsena, la cui apertura è prevista a dicembre. Gli appuntamenti, promossi dal Comune di Ravenna e dall’Azienda Usl della Romagna, saranno l’occasione per illustrare le novità previste e rispondere alle domande dei cittadini.
Agli incontri interverranno il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, la direttrice del Distretto di Ravenna dell’Ausl della Romagna Tiziana Marzulli, l’assessora alle Politiche per la salute Roberta Mazzoni ed Elena Zini, capoarea Servizi alla Persona del Comune di Ravenna. Il primo appuntamento è in programma venerdì 9 ottobre alle 20.30 al centro sociale Le Rose, in via Sant’Alberto 73. Seguiranno giovedì 22 ottobre alle 20.30 al centro sociale Bosco Baronio, in via Meucci 23; lunedì 26 ottobre alle 20.30 al centro sociale Il Portoncino, in via Portoncino 4; mercoledì 28 ottobre alle 16 al centro sociale La Quercia, in piazza Medaglie d’Oro 4; giovedì 5 novembre alle 20.30 al centro sociale Il Desiderio, in viale Manzoni 449 a Lido Adriano.
La nuova Casa della Comunità della Darsena, in via Antica Milizia, sarà ospitata in un edificio di circa 4.200 metri quadri su tre piani. La struttura comprende anche un ospedale di comunità da 20 posti letto, che sarà trasferito dalla casa di cura San Francesco alla Casa della Comunità della Darsena. L’edificio è stato realizzato dall’Ausl nell’ambito degli investimenti del Pnrr, per un importo di 13 milioni di euro.
La riorganizzazione si inserisce in un contesto caratterizzato da bisogni sociali e sanitari sempre più complessi e dalla necessità di rafforzare l’integrazione tra i diversi servizi territoriali. Il 26,3 per cento della popolazione ha infatti almeno 65 anni, mentre il 13,1 per cento ha meno di 18 anni; per ogni 100 giovani under 18 si contano circa 201 persone con più di 65 anni.
La componente anziana rappresenta inoltre il 48,3 per cento delle persone in carico ai servizi sociali; sommando anziani e persone con disabilità si arriva al 61 per cento dei casi, con bisogni spesso legati a fragilità, cronicità, non autosufficienza e necessità di sostegno continuativo. Tra le modalità di risposta a questi bisogni – solo per fare un esempio – rientra la valutazione e la presa in carico integrata con assistente sociale e infermiere di comunità presso le Case della Comunità.
Le Case della Comunità rappresentano, in questa prospettiva, uno dei luoghi nei quali integrare servizi sociali e sanitari e dare risposta ai bisogni più complessi.
La Casa della Comunità della Darsena ospiterà un punto prelievi ad accesso programmato, lo Sportello Unico, un Ambulatorio Aft (Aggregazioni funzionali territoriali), destinato a garantire progressivamente la continuità assistenziale 24 ore su 24, ambulatori per i medici di medicina generale e ambulatori specialistici. Saranno inoltre presenti il Pua (Punto unico di accesso), il servizio di psicologia di comunità, il Servizio Sociale, il Servizio di assistenza domiciliare, un ambulatorio dedicato alle patologie croniche, un ambulatorio prestazionale-osservazionale, un ospedale di comunità con 20 posti letto e un’area dedicata alla riabilitazione. La prevenzione e la promozione della salute troveranno spazio sia all’interno sia all’esterno della struttura. Gli ampi spazi della Casa della Comunità saranno infatti dedicati anche ad attività di prevenzione e counselling, nonché a iniziative di coprogettazione con la comunità e i professionisti della Casa.
La Casa della Comunità della Darsena si integrerà con la Casa della Comunità Cmp all’interno di una rete territoriale coordinata. L’integrazione tra le due sedi favorirà l’accesso, la continuità assistenziale e la presa in carico. Le strutture potranno offrire servizi complementari, come il punto prelievi, l’ambulatorio Aft e le attività dei professionisti delle cure primarie, oltre a percorsi di prevenzione, orientamento e promozione della salute, valorizzando le specificità di ciascuna sede.