Lunedì 11 maggio il Festival delle Culture proporrà al Teatro Alighieri un evento interamente dedicato al valore della parola e della narrazione e conferirà alla giornalista Francesca Mannocchi e alla scrittrice Susan Abulhawa il Premio Intercultura 2026.
La giornata inizierà alle 10 con l’incontro nel Teatro tra la scrittrice Susan Abulhawa e gli studenti che hanno letto il romanzo “Ogni mattina a Jenin”. Oltre 1600 studenti delle scuole superiori potranno porre domande all’autrice palestinese tra l’11 e il 12 maggio. Gli incontri saranno moderati dal giornalista Vittorio Longhi.
La sera, alle 21, sempre al Teatro Alighieri, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Crescere, la guerra”, spettacolo di e con Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo proposto dal Festival delle Culture e da Ravenna Teatro.
Si tratta di una riflessione profonda sul tempo, la memoria e la responsabilità collettiva, che costringe ad ascoltare ciò che spesso si sceglie di non vedere: il dolore degli altri.
Nel corso dei due eventi saranno consegnati i premi che consistono in opere in mosaico raffiguranti il particolare del rosone di Galla Placidia realizzate dalla mosaicista Luciana Notturni.
“Raccontare il mondo – afferma l’assessore alla Multiculturalità Fabio Sbaraglia – titolo del Festival delle Culture – significa soprattutto assumersi una responsabilità collettiva per contrastare l’indifferenza, i conflitti e le disuguaglianze, perché conta come ciascuno di noi partecipa, il modo in cui ascoltiamo o smettiamo di ascoltare, non siamo neutri o passivi nei processi globali. La conoscenza è profondamente intrecciata alla libertà e alla giustizia sociale e insieme costituiscono le condizioni necessarie per una comunità coesa, obiettivo di ogni Comune”.
Susan Abulhawa è nata da una famiglia palestinese in fuga dopo la Guerra dei Sei giorni e ha vissuto i suoi primi anni in un orfanotrofio di Gerusalemme. Si è poi trasferita negli Stati Uniti, dove si è laureata in Scienze biomediche e ha avuto una brillante carriera nell’ambito della medicina. Autrice di numerosi saggi sulla Palestina, per i quali è stata insignita nel 2003 del premio Edna Andrade, ha fondato l’associazione Playgrounds for Palestine, che si occupa dei bambini dei Territori occupati. I suoi articoli sono apparsi su numerose testate, tra le quali “The Huffington Post”, il “Chicago Tribune” e “The Christian Science Monitor”. Le sue opere testimoniano con profondità le esperienze di esilio, perdita e ricerca di giustizia, dando voce a storie individuali e collettive e favorendo una comprensione della realtà che supera le semplificazioni.
Francesca Mannocchi è una delle più autorevoli croniste di guerra italiane, ha realizzato reportage in Iraq, Libia, Libano, Siria, Tunisia, Egitto, Yemen, Afghanistan, Ucraina, Somalia, Chad, Kenya, Sud Sudan, Bangladesh, Palestina e Israele. Ha ricevuto numerosi premi: il Premio Franco Giustolisi “Giustizia e Verità” nel 2015 con l’inchiesta realizzata sul traffico di migranti e sulle carceri libiche, il Premiolino nel 2016, il Premio estense nel 2019, il Premio Ischia internazionale di giornalismo e il Premio Wondy di letteratura resiliente nel 2021. Nel 2024 ha vinto con Lirica Ucraina il David di Donatello per il miglior documentario.
Le due personalità premiate sono voci autorevoli e appassionate del giornalismo e della letteratura contemporanea, capaci di abitare i luoghi più fragili del nostro tempo con uno sguardo lucido, rigoroso e umano, non limitandosi alla cronaca dei fatti, ma restituendo dignità a chi troppo spesso resta invisibile. Le loro opere invitano a guardare il presente con maggiore profondità e a riconoscere nelle storie degli altri una parte essenziale della nostra comune umanità.
Il Premio Intercultura Città di Ravenna, assegnato nel corso del Festival delle Culture, dà valore a figure, organismi o enti impegnati per la tutela dei diritti umani e la convivenza interculturale. E’ stato conferito negli ultimi anni a personalità come il Premio Nobel Abdulrazak Gurnah e gli scrittori di fama internazionale Ece Temelkuran, Maaza Mengiste e Abdolah Kader; nel 2025 è stato assegnato alle Ong attive nel soccorso in mare e alla Capitaneria di porto di Ravenna.