“La sicurezza – osserva il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Eugenio Fusignani – è un tema su cui tutti i giorni il nostro Comune collabora con le Forze dell’ordine e agisce con la sua polizia locale, a prescindere dal fatto che succedano, o meno, stringenti episodi di cronaca.
Fatti come quello di ieri riempiono purtroppo le cronache di tutti i Comuni italiani indipendentemente dalle dimensioni e dai colori politici di chi li amministra e vanno duramente sanzionati a prescindere da chi li commette. Nell’immediatezza di quanto successo, mi sono recato al negozio per esprimere sostegno e manifestare solidarietà a nome mio e dell’Amministrazione per l’aggressione subita, e per ringraziare anche i cittadini che, prontamente, non si sono girati dall’altra parte.
La delinquenza, spesso frutto della disperazione di chi vive ai margini, ha cause diverse: chi sbaglia e non rispetta le norme deve pagare, ma reprimere non basta; occorre avere ben presente che i Comuni, in relazione alla sicurezza, hanno armi sempre più spuntate.
La Costituzione assegna allo Stato la competenza esclusiva in materia di ordine e sicurezza pubblica.
Il compito dello Stato è, infatti, quello di garantire la sicurezza dei suoi cittadini attraverso il coordinamento delle Forze di Polizia, funzione che lo Stato esercita attraverso la Prefettura e la Questura, impiegando principalmente Polizia e Carabinieri. Il Comune ha, in proposito, il dovere di cooperare e mettere a disposizione le proprie risorse di polizia locale secondo piani strategici decisi a livello di Governo nazionale. Aggiungo che nel corso degli anni gli interventi sono stati diversi; ad esempio dal 2017 ad oggi sono state installate 176 telecamere, 73 negli ultimi cinque anni, mentre 14 sono appena state approvate dalla Giunta.
Questi interventi, però, da soli non bastano: servirebbe, ad esempio, una stretta contro i reati predatori comuni, che vedono una costante recidiva, frutto di una scarsa effettività della sanzione che genera sfiducia nei cittadini. Oltre a questo, occorrerebbe scontare in carcere anche le pene inferiori ai quattro anni, ma qui si porrebbe, tra gli altri, anche il tema della insufficienza delle strutture carcerarie.
Da tempo ci troviamo a dover fare i conti con forti cambiamenti che hanno modificato il modo di vivere nelle nostre città. Non ci stanchiamo di ribadire che la sicurezza è un tema trasversale che coinvolge politiche sociali, sostegno al commercio di prossimità, illuminazione pubblica, qualità e vivibilità degli spazi urbani e che la componente repressiva è importante, ma non può essere l’unica risposta.
Chiedere di aumentare presidi fissi di sicurezza in città non può essere una risposta per due motivi: il primo è che il Governo non mette a disposizione risorse aggiuntive di organico rispetto a quelle già in essere; il secondo è che la sicurezza va gestita in tutto il territorio per evitare che un presidio fisso sposti solamente le problematiche nel quartiere a fianco, visto il tema così complesso e trasversale. Noi continueremo ad agire ogni giorno, insieme alle altre istituzioni deputate al controllo e alla sicurezza, ma non rinunciamo a lavorare sullo sviluppo e la coesione della città come condizione per diminuire la marginalità sociale e aumentare la vivibilità dei quartieri e dei paesi. Concludo ringraziando le forze dell’ordine, il cui operato si svolge ogni giorno a tutela e cura della comunità”.