“Vengo dalla Luna Fest” è un mini-festival culturale che si svolgerà il 9 e il 10 settembre, allo spazio ZARA, in via Zara 27 e proporrà incontri, cinema e musica dedicati soprattutto ai giovani, ma aperti a tutti.
L’evento è molto più di un festival poiché è uno degli esiti del progetto “Uajù_154” del gruppo informale “Tramelibere”, composto da sei persone under30, che, col sostegno dell’assessporato alle Politiche giovanili del Comune, l’Informagiovani di Ravenna, il Centro Europe Direct della Romagna, e del coach Kingsley Ngadiuba, esperto di progetti Erasmus+ e operatore dell’ufficio Informagiovani, ha partecipato e vinto una Youth Participation Activities (Azione Chiave 154) con un finanziamento Erasmus+.
Nel progetto sono coinvolti giovani ravennati e giovani della provincia di Caserta.
«Si tratta di un progetto e di un evento – afferma l’assessora alle Politiche giovanili Hiba Alif – pensati per e con le giovani generazioni, con l’obiettivo di creare occasioni di incontro, confronto e partecipazione. Vogliamo costruire spazi di socialità sempre più ampi e inclusivi, nei quali ragazze e ragazzi possano sentirsi protagonisti, esprimere le proprie idee e sviluppare nuovi modi di vivere e prendersi cura della comunità. Investire sui giovani significa promuovere consapevolezza, responsabilità, rispetto e collaborazione, rafforzando il senso di appartenenza e la capacità di costruire insieme il bene comune. È attraverso relazioni positive, partecipazione e attenzione agli altri che possiamo contribuire a rendere la nostra comunità più aperta e capace di affrontare le sfide del presente e del futuro».
Il programma prevede per mercoledì 9 settembre, l’intervento di Gianluca Costantini, fumettista ravennate, e Cinemovel i quali presenteranno “Persepolis”, film di Marjane Satrapi. Alle 20.30 introduzione al film, mentre la proiezione comincia alle 21.15.
Giovedì 10 settembre, dalle 15 alle 16, ci sarà la testimonianza di Gaetano Paesano, operatore della cooperativa sociale “Al di là dei sogni”. A seguire, dalle 16.30 alle 18.30, incontro pubblico con i decision makers del territorio in cui i partecipanti racconteranno la loro esperienza e i loro “E poi?”.
Seguirà, Last but not least, la festa conclusiva con i Social Six, giovane band di Ferrara, e poi dj set aperto alle proposte dal pubblico, condotto da Seth e Sofia.
Il più “anziano” dei componenti del gruppo informale che ha redatto il progetto è Carlo Giannelli Garavini, 28 anni, il legale rappresentante, quindi ne fanno parte Lia D’Avino, responsabile delle comunicazioni, Samantha Calì, coordinatrice delle attività, Manuel Franchi e Niccolò Messina Putzolu, per il sostegno organizzativo, Filippo Fronzoni, prezioso in fase di stesura del progetto.
Il progetto si articola in due fasi: la prima, appena terminata, ha visto 30 adolescenti lavorare su un bene confiscato alla camorra in provincia di Caserta; la seconda è quella che, appunto, è in programma dal 7 all’11 settembre a Ravenna con lo scopo di restituire alla città l’esperienza vissuta.
Il gruppo ha trascorso una settimana, dal 17 al 22 agosto, a Maiano di Sessa Aurunca, su un terreno confiscato alla camorra, dedicato alla memoria di “Alberto Varone”, vittima innocente, e gestito da ormai 20 anni dalla cooperativa sociale “Al di là dei sogni”.
Impresa sociale, agricoltura biologica, apicoltura, impianto di trasformazione, ostello, B&B, fattoria didattica, ristorante, agriturismo, campeggio, piscina, campo da calcetto, biliardino, “Al di là dei sogni” non è solo questo, bensì è l’esempio di un modello di mondo alternativo a quello attuale, la cui matrice è comune a quella delle mafie, ovvero l’accumulo di soldi e potere.
“Al di là dei sogni” basa invece il proprio format di impresa sul reinserimento sociale e lavorativo di persone che provengono dalla marginalità, un modello che gli organizzatori auspicano e pensano sia replicabile.