Servizi educativi 0-6, si ricalibra il sistema tariffario per renderlo ancora più equo e per un’offerta ampia, sostenibile e di qualità

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Con l’obiettivo di renderlo più equo, il Comune si appresta a rivedere il sistema tariffario dei servizi educativi dedicati alla fascia d’età 0-6 anni (nidi, spazio bambini, scuole dell’infanzia e centri estivi)

Data:

03 Luglio 2026

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Con l’obiettivo di renderlo più equo il Comune si appresta a rivedere, a partire dal prossimo anno educativo 2026/2027, il sistema tariffario dei servizi educativi dedicati alla fascia d’età 0-6 anni (nidi, spazio bambini, scuole dell’infanzia e centri estivi).

Le linee di indirizzo a supporto di tale revisione vengono presentate e discusse oggi, venerdì 3 luglio, nell’ambito della commissione consiliare competente. Saranno poi dibattute e votate dal consiglio comunale martedì 7 luglio. La giunta, sulla base degli indirizzi approvati, definirà nel dettaglio tutte le nuove tariffe.

“L’obiettivo dell’Amministrazione – dichiara l’assessora alla Scuola, Infanzia e Bilancio Francesca Impellizzeri – è rispondere in maniera sempre più puntuale alle esigenze delle famiglie. Stiamo lavorando in questa direzione, sia sul fronte della rimodulazione dei servizi, con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa e aumentare i posti per la fascia di età dei ‘lattanti’, sia attraverso la realizzazione di tre nuovi nidi finanziati con fondi Pnrr, di cui uno già avviato nel corso del presente anno scolastico. Si tratta di interventi che contribuiranno ad aumentare complessivamente l’offerta di posti nido, con costi di gestione che resteranno interamente a carico del Comune.
Affinché il nostro sistema integrato continui ad essere capillare, rispondente e di qualità è necessario garantirne anche una sostenibilità economica adeguata. Ecco perché si è reso necessario, tra le altre misure, anche aggiornare il sistema tariffario.
La revisione delle tariffe prevede in primis l’innalzamento della soglia di esenzione totale per i nuclei più fragili e l’introduzione di una nuova fascia per chi non presenta l’attestazione Isee, che prevede il pagamento della retta intera. Il nuovo impianto tariffario sarà comunque accompagnato dalle relative misure di sostegno a livello regionale e statale, per puntare ove possibile alla gratuità per i redditi medio/bassi, nonché da altre agevolazioni e scontistiche che verranno rafforzate”.

Tra gli indirizzi previsti figurano l’innalzamento della soglia di esonero Isee da 4.500 a 5.000 euro e la revisione delle fasce tariffarie. Per nido, spazio bambini e servizio estivo nido è previsto il mantenimento di un sistema progressivo e personalizzato, con una fascia A per i valori Isee da 5.000,01 a 40.000 euro, una fascia B per i valori Isee da 40.000,01 euro in poi e una fascia C per chi non presenta l’Isee, alla quale corrisponderà la retta intera.

Per il Crem e per le scuole dell’infanzia comunali e statali viene confermato il sistema a fasce, con l’innalzamento della soglia di esonero a 5.000 euro e l’introduzione di un’ulteriore tariffa per chi non presenta l’Isee. Per le scuole dell’infanzia comunali il sistema continuerà a prevedere una retta fissa mensile per l’attività scolastica e una retta forfettaria mensile collegata al servizio di ristorazione, determinata in base alle fasce Isee; la giunta dovrà inoltre definire l’adeguamento della retta fissa, oggi pari a 10 euro e ferma a valori risalenti al 2005. Il nuovo impianto dovrà infine coordinarsi con le misure regionali e statali già attive per ridurre o azzerare le rette dei nidi per i redditi medio-bassi.

Il nuovo sistema confermerà l’Isee per prestazioni agevolate rivolte ai minorenni come indicatore di riferimento e supererà alcune forme di scontistica oggi basate sugli stessi parametri, per evitare sovrapposizioni di benefici. Saranno invece mantenute le misure di esonero per specifiche situazioni, tra cui minori in affido familiare o in strutture socio-assistenziali convenzionate, quarto figlio e secondo iscritto al nido.

Saranno inoltre previste nuove o rafforzate forme di riduzione, in particolare per le famiglie con più figli iscritti ai servizi educativi e scolastici e per le situazioni di minori con disabilità grave che non consentano l’utilizzo del servizio di ristorazione.

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