Dal 9 all’11 aprile si terrà, al Planetario di Ravenna, il XLI Meeting dei Planetari italiani. Il convegno annuale che rappresenta il momento di incontro più importante per chi opera in queste strutture che sono veri teatri delle stelle, ma anche per chi si occupa di didattica e di divulgazione, per gli insegnanti di ogni ordine e grado, per gli astrofili e per i semplici appassionati del cielo e delle sue meraviglie. Ed è anche l’opportunità per vedere le ultime innovazioni tecnologiche in questo campo, presentate dalle più importanti ditte mondiali del settore. In Italia sono presenti più di 130 planetari, che ospitano ogni anno, complessivamente, oltre 400.000 visitatori.
L’incontro si articolerà in tre giornate. Nel pre-meeting del pomeriggio di giovedì 9 si svolgerà, a cura di Sandro Bardelli, ricercatore astronomo all’Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), un workshop dedicato alla sonificazione dei dati scientifici. La sonificazione è il processo di traduzione di dati, informazioni o segnali in segnali acustici (suoni). In sostanza, è l’equivalente acustico della visualizzazione dei dati: invece di creare un grafico per “vedere” i numeri, si crea una composizione sonora per “ascoltarli”. Questa tecnica sfrutta la straordinaria capacità dell’orecchio umano di percepire variazioni sottili nel tempo, nel ritmo e nel timbro, permettendoci di individuare schemi o anomalie che potrebbero sfuggire alla vista. La sonificazione non solo rende immediatamente comprensibili al grande pubblico dati altrimenti complessi, ma consente di avvicinare a essi anche persone non vedenti o ipovedenti.
Al venerdì inizieranno gli interventi dei soci, tra storia e tecnologia, inclusione ed emozioni. Per esempio, Paolo Morini, del planetario ospitante, parlerà de “L’ombra di Eratostene”, mentre Chiara Simoncelli e Martina De Maio, della Fondazione Museo Civico di Rovereto, tratteranno il tema de “L’evoluzione di un planetario come luogo chiave della didattica di un museo di scienze”. Importante, nel pomeriggio, la sezione dedicata all’inclusione e alla funzione sociale dei planetari, che comprende tra gli altri gli interventi di Laura Saba (Firenze) su “Portare il cielo nelle RSA: l’astronomia come strumento di stimolazione culturale e relazionale”, di Nicole Sacco (Fondazione Clément
Fillietroz, Planetario di Lignan) con “Il planetario come strumento di inclusività” e di Federico Di Giacomo (INAF, IAU) che parlerà di “Sotto lo stesso cielo: l’impegno per un’astronomia inclusiva e accessibile nei planetari”.
I lavori proseguiranno poi al sabato, alternando interventi dedicati a progetti di divulgazione scientifica ad altri su tecnologie e strumentazioni. Animali e stelle si coniugano nell’intervento di Ilaria Della Torre e Andrea Frigo (Casina delle api di Nocciano) dal titolo “Api spaziali: come parlare delle api in un planetario”. Mentre Eleonora Diletta Sarcinella dell’Università Cattolica di Milano presenterà uno studio che ha valutato l’impatto emotivo, con particolare attenzione alla profonda meraviglia (awe), vissuto dagli spettatori dei planetari. E, ancora, nel pomeriggio si terranno anche l’Assemblea dei soci di PLANit e una tavola rotonda sull’evento dedicato ai cambiamenti climatici che l’Associazione dei Planetari Italiani sta preparando.
I lavori si concluderanno alle 19:30 con l’annuncio dei vincitori dell’edizione 2026 del Premio PLANit, per un video fulldome di divulgazione scientifica, e del Premio Lara Albanese, per l’attività di didattica o di divulgazione astronomica che più si è distinta tra quelle proposte dai planetari italiani nel corso dell’ultimo anno.
Gli incontri del Meeting dei Planetari Italiani si volgeranno in parte nel Planetario di Ravenna e in parte nella Sala Martini del Museo d’Arte della città di Ravenna.
L’evento è organizzato dall’Associazione dei Planetari Italiani (PLANit, www.planetari.org), dal Planetario di Ravenna (www.planetarioravenna.it) attraverso l’Associazione ARAR (www.arar.it), in collaborazione con il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna (mar.ra.it) e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna (comune.ravenna.it)