che è entrata ufficialmente nella Rete delle Città creative Unesco per l’artigianato e le arti popolari, in particolare per la sua storica tradizione ceramica.
Far parte di questa rete significa aver posto la cultura e le attività creative come fulcro dei propri piani di sviluppo urbano sostenibile, superando i confini nazionali per promuovere legami e iniziative con altri territori e comunità con i quali scambiare buone pratiche. Sappiamo quanto lungo e complesso sia il percorso compiuto e ancor di più risulta prestigioso e meritato il risultato. Abbiamo seguito con partecipazione l’iter di Faenza a cui ci lega un rapporto di grande amicizia, ma anche di comune sensibilità e responsabilità verso tecniche e linguaggi dell’artigianato e dell’arte che trovano nella ceramica e nel mosaico espressioni importantissime e identitarie. Anche per questo riteniamo, sull’esempio di Faenza, che per Ravenna si debba aprire una fase che miri a costruire solide condizioni affinché possa strutturarsi la possibilità di una candidatura autorevole a Città creativa Unesco per il Mosaico. Il lavoro compiuto in questi anni e la partecipazione della città e degli operatori alla costruzione delle ultime Biennali sono basi solide e incoraggianti da cui poter partire”.