Con l’obiettivo di restituirne gli spazi alla più ampia fruizione possibile, il Comune di Ravenna è alla ricerca di un soggetto al quale affidare in concessione Casa Melandri.
Attualmente, dei complessivi 869 metri quadrati dell’immobile di via Ponte Marino 2, distribuiti tra piano terra, primo e secondo piano, è utilizzata soltanto la sala al piano terra, sede del Centro relazioni culturali e sala convegni al servizio della cittadinanza, gestita direttamente dal Comune. Il resto dell’edificio non è attualmente utilizzato per attività aperte al pubblico né per servizi pubblici, in quanto necessita di interventi edilizi finalizzati soprattutto a migliorarne l’accessibilità.
Commenta l’assessore alle Politiche culturali, Commercio e Turismo Fabio Sbaraglia: “Questa operazione si pone in coerenza e continuità con altri interventi già fatti e in corso di sviluppo per rendere il centro storico sempre più ricco di opportunità e servizi, e quindi vivo e frequentato; penso all’apertura del nuovo punto anagrafe in piazza del Popolo, molto apprezzato dalla cittadinanza, ai progetti di riqualificazione di piazzetta Barbiani con il ricollocamento del mosaico pavimentale di Montalbini o alle progettualità dell’hub urbano. In questo caso mettiamo a disposizione un importante patrimonio pubblico, con l’obiettivo di valorizzarlo e di promuovere nuove attività in centro storico, che potranno spaziare dall’ambito culturale a quello della formazione”.
Nella seduta di oggi la giunta ha approvato i criteri generali che orienteranno il bando, la cui pubblicazione è prevista entro settembre, per la ricerca del soggetto concessionario.
La destinazione principale del complesso sarà per usi didattici e culturali. Come utilizzo secondario, anche al fine di garantire l’equilibrio economico-finanziario della gestione, il concessionario potrà svolgere attività a pagamento connesse in particolare alla didattica e alla formazione, come corsi e laboratori, oltre al noleggio delle sale. Dovrà inoltre essere garantita al Comune la possibilità di utilizzare gratuitamente la sala D’Attorre, al piano terra, per almeno cento ore annue.
La concessione avrà una durata di nove anni e il concessionario dovrà versare al Comune un canone annuo minimo di 9mila euro, sul quale i concorrenti potranno presentare offerte al rialzo. L’importo è stato determinato tenendo conto anche degli interventi edilizi che resteranno a carico del concessionario, in particolare quelli necessari a migliorare l’accessibilità dell’immobile.
Le proposte progettuali presentate nell’ambito del bando dovranno infatti comprendere, oltre al programma di gestione degli spazi e all’offerta economica, gli interventi per l’adeguamento e la razionalizzazione della sala al piano terra, per la riduzione o eliminazione delle barriere architettoniche ai piani superiori, per l’installazione di un ascensore e la realizzazione del relativo vano, così da rendere pienamente accessibili i piani superiori, e per la sistemazione e regolazione degli infissi.
I progetti dovranno essere approvati dal Comune e dalla Soprintendenza, il cui parere favorevole è necessario in considerazione dell’interesse storico-artistico dell’immobile. Solo successivamente decorrerà effettivamente il periodo di concessione.