Si è conclusa ieri la visita a Ravenna dell’ultimo gruppo di Explorer del progetto europeo Footprints, l’iniziativa finanziata nell’ambito del programma European Urban Initiative (EUI) che punta a promuovere un nuovo modello di turismo sostenibile, trasformando il visitatore da semplice turista a “cittadino temporaneo”.
Tra maggio e luglio sono stati 43 gli Explorer accolti in città in tre diversi periodi di soggiorno (25-29 maggio, 22-26 giugno e 13-17 luglio).
Gli Explorer erano composti da 21 partecipanti italiani, provenienti da otto regioni, e 22 partecipanti internazionali, arrivati da Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania, Argentina, Spagna e Romania.
“Con gli Explorer – dichiara l’assessore al Turismo Fabio Sbaraglia – abbiamo sperimentato un approccio innovativo al turismo, che mette al centro la relazione tra il visitatore e la comunità locale. L’obiettivo non è semplicemente far conoscere Ravenna, ma creare le condizioni perché chi arriva qui possa sentirsi un vero ravennate temporaneo, anche se solo per pochi giorni. I risultati raccolti ci confermano che questa è una strada promettente: quando un visitatore costruisce un legame autentico con un luogo, è più portato a rispettarlo, a raccontarlo e a tornarvi. Un ringraziamento va a tutti gli Enti e gli operatori che hanno aderito alla sperimentazione, condividendone lo spirito e contribuendo a trasformare il progetto in un’esperienza concreta”.
L’esperienza è stata progettata da Ravenna Incoming, partner di progetto, per offrire una conoscenza autentica del territorio, mettendo gli Explorer in relazione con le persone, le tradizioni e le eccellenze locali, coinvolgendo le strutture ricettive e i locali tipici.
Dalla visita al nostro prezioso patrimonio musivo, ai musei della città, alle escursioni naturalistiche nel Parco del Delta del Po, dai laboratori con le mosaiciste agli incontri per imparare a preparare la piadina romagnola, fino alle attività con i biologi di CESTHA dedicate alla conoscenza e alla tutela del mare, ogni esperienza ha contribuito a costruire un racconto unitario della città, capace di collegare patrimonio culturale, natura, identità e comunità.
Tra gli aspetti più significativi emersi durante la sperimentazione vi è proprio il progressivo senso di appartenenza sviluppato dagli Explorer. Alcuni hanno raccontato di aver iniziato a orientarsi in città senza ricorrere alla mappa, di riconoscere le persone incontrate nei giorni precedenti e di percepire Ravenna come un luogo familiare. Un’esperienza che interpreta pienamente il concetto di “cittadino temporaneo”, alla base del progetto Footprints.
Fondamentale è stato anche il contributo degli Enti e degli operatori turistici coinvolti, che hanno condiviso l’approccio del progetto accompagnando gli Explorer in un percorso di scoperta che è andato ben oltre la semplice fruizione dei servizi turistici.
Al termine del soggiorno tutti i partecipanti hanno compilato questionari dedicati alla loro esperienza. I feedback raccolti costituiranno uno strumento prezioso per comprendere punti di forza e criticità dell’offerta turistica ravennate, individuare possibili miglioramenti e orientare le prossime azioni del progetto.
La sperimentazione entra ora in una nuova fase. A partire da settembre prenderanno infatti il via i Living Lab, momenti di confronto e co-progettazione con gli operatori turistici del territorio, durante i quali i risultati emersi dall’esperienza degli Explorer saranno condivisi e discussi per individuare insieme nuove strategie di sviluppo dell’offerta turistica cittadina.
Footprints è un progetto finanziato dall’EUI European Urban Initiative e coordinato dal Comune di Ravenna, con l’obiettivo di sperimentare nuovi modelli di turismo sostenibile fondati sulla partecipazione della comunità locale, sulla valorizzazione delle identità del territorio e sulla costruzione di relazioni durature tra visitatori e destinazione.