Il sindaco Alessandro Barattoni interviene sulla perquisizione avvenuta al reparto Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna

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14 Febbraio 2026

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“Ho appreso a mezzo stampa – spiega il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni – della perquisizione avvenuta al reparto Malattie Infettive dell’ospedale, nell’ambito di un’indagine riguardante la certificazione necessaria ai nulla osta per accedere ai centri per rimpatrio di cittadini extracomunitari irregolari.

Ho piena fiducia nel lavoro della Magistratura, alla quale compete in questa fase l’accertamento di eventuali responsabilità individuali, ma questo è solo un aspetto della vicenda.

Perché servirebbero prudenza e cautela, invece queste indagini, volte a riscontrare eventuali reati, hanno generato una serie di dichiarazioni improvvide da parte di alcuni Ministri della Repubblica, solitamente silenti rispetto a indagini o, peggio ancora, davanti a condanne dei loro colleghi di governo che, al contrario, in questo caso già individuano colpevoli e additano all’opinione pubblica i medici dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale di Ravenna come i responsabili di tutto ciò che non va in tema di rimpatri.

In un paese ‘normale’ le forze di polizia si devono occupare di sicurezza, i medici di salute, chi indaga di giustizia e chi governa dovrebbe fare in modo che i diritti delle persone, così come quelli degli operatori di polizia e sanitari, vengano garantiti.

Invece, per come sono le procedure di rimpatrio oggi, ci troviamo di fronte a politiche che non funzionano né nella parte della tutela dei diritti delle persone nei CPR, né per coloro che devono operare per la sicurezza e la salute di tutti.

Anzi, spesso sono chiamati a sopperire a tali mancanze enti e professionisti che con grande senso di responsabilità mai si sottraggono.

Per questo è pericoloso mettere alla berlina chi ogni giorno si occupa della salute di tutti. Anche perchè quando nel nostro paese ci sono state persone morte nei Cpr e alcuni medici sono stati indagati per omicidio colposo nulla si è sentito da parte dei Ministri.

Non tocca ai medici garantire la sicurezza.

Cari Ministri, pensate quindi a come far funzionare meglio le procedure, assicurando a tutte e a tutti le migliori condizioni per poter fare il proprio lavoro, che siano operatori di polizia o sanitari, non speculando su indagini appena partite.

In attesa di ulteriori sviluppi che devono avere l’unico fine di fare piena chiarezza, a tutte e a tutti coloro che ogni giorno nella nostra città si occupano di salute delle persone vanno la mia vicinanza e solidarietà, certo che continueranno ad operare con la massima professionalità, responsabilità e diligenza nei confronti di cittadini e pazienti che si affideranno alle loro cure”.

 

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