Panchine di piazza Caduti: nessuna rimozione, sono solo in corso di sostituzione. Barattoni – Palli: “Doveroso sistemare e implementare ciò che favorisce inclusione e condivisione”

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Nessuna ‘scorciatoia’, nessuna ‘punizione collettiva’, come è invece stato detto da qualcuno nei giorni scorsi: le panchine di piazza dei Caduti non sono state rimosse, sono solo in corso di sostituzione.

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29 Giugno 2026

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Nessuna ‘scorciatoia’, nessuna ‘punizione collettiva’, come è invece stato detto da qualcuno nei giorni scorsi: le panchine di piazza dei Caduti non sono state rimosse, sono solo in corso di sostituzione.

Le due panchine in questione, di proprietà della Provincia, erano collocate di fronte al palazzo provinciale e sono state tolte su richiesta del Comune perché il legno era rovinato e non garantiva la sicurezza e la stabilità delle sedute; ora l’Ente di piazza Caduti le sta riacquistando nuove e, non appena disponibili, verranno ricollocate nelle medesime postazioni. Proprio perché deterioratesi in fretta, la Provincia sta cercando un modello maggiormente duraturo, la cui estetica sia compatibile con lo spazio che dovrà ospitarle. In aggiunta, il Comune si è inoltre impegnato a curare, tramite Azimut, le fioriere intorno.

“Siamo rimasti davvero stupiti – è il commento del sindaco Alessandro Barattoni e della presidente della Provincia Valentina Palli – di quello che è stato detto rispetto ad un atto che, invece, va nella direzione opposta alle critiche sollevate: come Comune e come Provincia riteniamo infatti doveroso curare e implementare tutto quello che favorisce inclusione e condivisione.

Non siamo abituati a girarci dall’altra parte o a far finta che i problemi non esistano: togliere una panchina per timore di alimentare un bivacco non rende servizio a nessuno”. “Piuttosto – prosegue Barattoni – come Amministrazione, nel corso dell’ultimo anno, abbiamo scelto di implementare progetti di inclusione e di prossimità, perché pensiamo che servano servizi concreti e politiche urbane dove anche funzioni e oggetti gratuiti possano dimostrare il loro valore. Abbiamo perseguito azioni mirate, con interventi e progettualità di medio e lungo periodo con azioni integrate, dall’urbanistica al sociale fino ai trasporti e alla sicurezza. Dalle unità di strada all’aumento dei servizi di bassa soglia”.

“’Se la panchina rischia l’estinzione – scrive Beppe Sebaste, scrittore prezioso che al tema ha dedicato un libro pieno di spunti di riflessione – è perché è considerata pericolosa. È considerata pericolosa per la sua casualità e gratuità, che urta contro le norme della circolazione e quelle del controllo sociale (…). È l’ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città e lo spazio’. Si tratta di un pensiero che condividiamo – concludono Barattoni e Palli – ed è per questo che le panchine faranno sempre parte dell’arredo urbano della città, rappresentando, di fatto, un luogo gratuito di riposo, ma anche di osservazione e confronto su quello che ci circonda”.

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