Pavoni di Punta Marina: precisazioni dell’assessora Impellizzeri rispetto alle ultime dichiarazioni di Clama

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Precisazione dell'assessora Impellizzeri in merito alle ultime dichiarazioni di Clama sui pavoni di Punta Marina

Data:

26 Giugno 2026

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In merito alle ultime dichiarazioni di Clama sui pavoni di Punta Marina, l’assessora ai Diritti degli animali Francesca Impellizzeri precisa:

“Non siamo di fronte a un’occasione mancata, ma a un percorso costruito con le istituzioni competenti, dopo il censimento e il parere di Ausl. La scelta dell’Amministrazione non è mai stata quella di sradicare i pavoni da Punta Marina, perché sono una presenza caratteristica della località e perché tra i cittadini le sensibilità sono diverse. L’obiettivo è tenere insieme il disagio segnalato da una parte della comunità e la tutela degli animali, lavorando a una convivenza sostenibile.

Per questo, come già anticipato, dall’autunno prossimo metteremo in campo un’azione di contenimento: resteranno sul territorio circa cinquanta pavoni, con una composizione tra maschi e femmine che definiremo insieme a professionisti ed esperti. Gli esemplari in eccedenza saranno trasferiti attraverso la collaborazione con Meta, associazione animalista indicata dalla stessa Clama come realtà competente e attenta al benessere animale. Sarà Meta a individuare santuari, rifugi o altre sistemazioni idonee, valutando anche le disponibilità arrivate da privati e realtà interessate, sulla base dei criteri indicati da Ausl.

Quanto alle proposte richiamate da Clama, come teli per le auto o materiali per coprire i comignoli, riteniamo che non rappresentino una soluzione strutturale, ma solo un palliativo rispetto a un problema che richiede invece interventi efficaci. Anche l’azienda che propone sistemi di allontanamento con oli essenziali è stata ascoltata: prima procederemo però alla riduzione del numero degli animali, poi valuteremo ulteriori strumenti non cruenti per contenere nascite e presenza sul territorio.

Ribadiamo, anche in questo caso come già annunciato, che nei prossimi due anni lavoreremo alla realizzazione di un parco adatto alle esigenze dei pavoni, con alberature, ombra, acqua e spazi adeguati. Gli esemplari che resteranno saranno inanellati, così da poter monitorare in modo puntuale la popolazione”.

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