Veicolare e diffondere attraverso il gioco importanti concetti di base relativi alla salute come il corretto lavaggio delle mani, l’importanza di una sana alimentazione e il superamento della paura che spesso gravita attorno alla figura del camice bianco: questi gli obiettivi della seconda edizione de L’ “Ospedale dei Pupazzi”, in programma domenica 11 ottobre, in piazza del Popolo, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30, durante la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze.
L’evento è organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Ravenna, insieme al SISM (Segretariato Italiano Studenti di Medicina), in collaborazione con la Croce Rossa Italiana – Comitato di Ravenna, con il supporto di Pace professionale, il patrocinio di Provincia e Comune di Ravenna, Azienda USL della Romagna nonchè il contributo di Fnomceo – Federazione Nazionale degli Ordini Medici e Odontoiatri – Roma.
Come nella prima edizione, studenti di medicina e delle professioni sanitarie, nelle vesti di “pupazzologhe” e “pupazzologi”, accompagneranno i bambini, che portano il loro pupazzo “malato”, in un percorso di visita e cura.
Dopo l’esordio del 2025, l’evento si rinnova. Accanto agli studenti lavoreranno gli odontoiatri, i pediatri di libera scelta e ospedalieri, che si metteranno in gioco come pupazzologi. Per i bambini sarà l’occasione di incontrare, in un contesto ludico e rassicurante, gli stessi professionisti che si prendono cura di loro ogni giorno.
“E’ questa un’iniziativa di valore – spiega l’assessora a Scuola e Infanzia Francesca Impellizzeri – che ha coinvolto nella prima edizione centinaia di bambini e bambine e le loro famiglie. Quest’anno, grazie alla collaborazione con l’ordine dei medici di Ravenna abbiamo avuto l’occasione di coinvolgere anche la biblioteca Classense che, grazie al progetto Nati per Leggere, proporrà delle letture per i bambini e le bambine e l’Unicef Ravenna che attraverso la sua presenza porterà un contributo di sensibilizzazione sul tema dei diritti dei bambini e delle bambine. Infatti l’11 ottobre è la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze e per questo il comune di Ravenna ha deciso di aderire alla campagna di Terres des Hommes, illuminando di arancione, nella stessa giornata, il balconcino del teatro Alighieri. La collaborazione di importanti soggetti a questa iniziativa dimostra quanto il lavoro di rete sia importante per la città e quanto le relazioni possano creare significativi momenti di sensibilizzazione e di cura dedicati ai nostri bambini e alle nostre bambine”.
“Lo scorso anno – afferma la presidente dell’Ordine dei Medici di Ravenna Gaia Siani – abbiamo portato a Ravenna per la prima volta l’Ospedale dei Pupazzi e la risposta delle famiglie è andata ben oltre le nostre aspettative: più di 300 bambini hanno curato il loro pupazzo, perdendo un po’ della paura del camice bianco. Quest’anno, in piazza del Popolo, vogliamo fare un passo in più. Il gioco resta lo strumento con cui avviciniamo i bambini al medico e all’odontoiatra, ma accanto ai pupazzi arriva anche il BLS (basic life support): i più piccoli scopriranno come si chiede aiuto e come si attivano i servizi di emergenza. Ai genitori offriremo poi la possibilità di imparare le manovre di disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo, perché sapere cosa fare nei primi minuti può fare la differenza. Prendersi cura della salute dei bambini significa anche dare strumenti alle famiglie. Ringrazio gli studenti del SISM, i pediatri e i colleghi che si mettono in gioco, i volontari e i partner che rendono possibile questa giornata”.
Rispetto all’edizione del 2025 sono state aggiunte delle novità che riguardano in particolare la presenza del gazebo dedicato al BLS: i bambini, sempre attraverso il gioco, saranno introdotti alle prime nozioni del supporto di base delle funzioni vitali e scopriranno come si attivano i servizi di emergenza nonchè la formazione per i genitori poichè anche gli adulti potranno imparare le tecniche per la disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo, una manovra salvavita fondamentale per chi si prende cura dei più piccoli.
Il progetto si ispira al “Teddy Bear Hospital”, nato in Spagna nel 2003 e diffuso in molti Paesi dalle associazioni aderenti all’ IFMSA (Federazione internazionale delle associazioni di studenti in medicina). Ha due obiettivi: ridurre le ansie dei bambini verso medici e ambiente sanitario e far crescere negli studenti l’empatia e le competenze comunicative con il piccolo paziente.
L’ingresso è libero e rivolto a bambine e bambini con i loro genitori.