Venerdì 6 novembre alle 17, nella Manica Lunga della biblioteca Classense, apre la mostra Maria Ponti Pasolini. Uno spirito emancipazionista tra Ravenna, l’Italia e l’Europa, visitabile fino al 9 gennaio 2027.
La giornata inaugurale sarà preceduta dal convegno di studi “Maria Ponti Pasolini tra Ravenna, l’Italia e l’Europa”, in programma venerdì 6 novembre nella sala Muratori della Classense, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17, con la partecipazione di studiose e studiosi di diverse università e istituzioni.
L’esposizione mette a fuoco la straordinaria personalità di Maria Ponti Pasolini (1856-1938), analizzando l’incidenza e la complessità del suo operato e la chiarezza della sua visione in materia di diritti femminili, riscatto sociale, tutela dei beni culturali, promozione dell’alfabetizzazione, della lettura e della conoscenza.
I frutti della sua attività sono ancora tangibili nelle collezioni della Classense, dove è confluita la biblioteca che Maria Ponti Pasolini aveva voluto intitolare al padre Andrea e che aveva fondato e tenuto viva con l’esplicito obiettivo di «costringere le giovani a riflettere, a disciplinare idee e sentimenti per mezzo di letture scelte e pensatamente disposte, aiutarle a formarsi una vita interiore morale e intellettuale».
La documentazione conservata nell’archivio di famiglia attesta la sua capacità di costruire una fitta rete di relazioni e di contatti in Italia e all’estero nonché il suo impegno nel far circolare idee, esperienze e progetti innovativi sia in campo culturale che sociale: tra i documenti sono presenti carteggi con Louis Pasteur, Vilfredo Pareto, Henri James; sono conservati inoltre numerosi disegni di Augusta “Gugù” Rasponi, a lei legata da sentimenti di grande amicizia e stima.
Quando si trasferisce a Roma insieme alla famiglia, ai numerosi impegni aggiunge quello di appassionata esponente dell’Associazione Artistica fra i cultori di Architettura: la sua collaborazione con architetti del calibro di Gustavo Giovannoni, Marcello Piacentini, Charles Buls contribuiscono a fare dell’associazione un riferimento fondamentale per la valorizzazione e la salvaguardia dei monumenti nei primi decenni del Novecento.
L’esposizione si articola in sezioni che illustrano la vita e l’attività di Maria Ponti, delineando i suoi interessi, i suoi studi, i suoi propositi concretizzati in tante attività: le indagini economico-sociali, soprattutto in relazione all’esperienza del bracciantato in Romagna; l’attenzione alla formazione scolastica e all’alfabetizzazione; il sostegno alle Industrie Femminili Italiane, nate con lo scopo di valorizzare le competenze per la valorizzazione professionale e il riscatto economico delle donne; la partecipazione al Primo Congresso Nazionale delle Donne e l’impegno a favore del voto alle donne; la dedizione a favore della tutela dell’arte e dell’architettura; l’interesse per la fotografia come metodo di documentazione delle architetture, simbolo di una memoria storica da preservare.
Il nucleo forse più originale della mostra è costituito proprio dalle fotografie fatte realizzare da Maria Ponti o scattate da lei stessa, dedicate alla ricognizione sull’architettura romana e romagnola. Sono esposti un album fotografico dedicato alla Romagna e stampe fotografiche moderne ricavate dai negativi su lastra di vetro originali, preservati dall’esposizione per ragioni conservative.
Alla famiglia Pasolini dall’Onda va un sentito e doveroso ringraziamento poiché solo la generosa disponibilità degli eredi di Maria Ponti e del marito, Pier Desiderio Pasolini, ha permesso il minuzioso lavoro di ricerca che consente oggi di esporre molti tra i moltissimi documenti, reperti e fotografie ancora conservati nell’archivio familiare ravennate.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ha sostenuto la realizzazione della mostra e del convegno di studi, che hanno il patrocinio anche dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze dell’Educazione.
Maria Ponti Pasolini. Uno spirito emancipazionista tra Ravenna, l’Italia e l’Europa
Inaugurazione: venerdì 6 novembre 2026, ore 17
Dal 7 novembre 2026 – 9 gennaio 2027
Orari di apertura: dal martedì al venerdì, dalle 15 alle 18.30; sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30. Chiuso domenica, lunedì, festivi e 2 gennaio.